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Finalità del Blog

lo scopo di questo blog è quello di fornire un contributo nel restituire lustro all’immagine di una pianta che ha subito un ingiusto ostracismo, anche  a danno della nostra salute, affinché possa essere riscoperta per le sue molteplici utilità. 

I mezzi di comunicazione di massa hanno rimpicciolito il nostro mondo, trasformandolo in una piazza virtuale in cui tutte le persone connesse possono trovare un confronto ed una risposta ai propri bisogni. Negli ultimi anni le  rivoluzioni culturali mondiali hanno coinvolto anche la realtà del mondo  cannabico attraverso la nascita, dal basso, di un movimento trasversale costituito da pazienti che utilizzano la cannabis come cura e da cui è partita una forte richiesta di rivalutazione dell’uso terapeutico suo e dei suoi derivati. In questa epoca mediatica in cui sono possibili condivisioni di esperienze in tempo reale tra malati di tutti i continenti, è difficile negare o sostenere il contrario di ciò che i malati sperimentano quotidianamente sulla propria pelle e sui benefici che sono sotto gli occhi di tutti.

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A loro sostegno c’è una corposa letteratura storica  riguardante la pianta, ma anche attuale, condotta con il metodo scientifico, dalla quale emerge l’efficacia terapeutica degli estratti in numerose patologie e sempre più spesso ne viene consigliato l’uso medico.

Quando si parla di Cannabis in realtà si parla  di una complessità di piante derivanti da incroci spontanei o da manipolazioni genetiche e botaniche, che hanno dato origine a varietà (dette chemiotipi o strain) molto diverse tra loro per il contenuto in principi attivi, tra cui principalmente cannabinoidi e terpeni, che le rendono utilizzabili per situazioni patologiche diverse e la lista dei suoi usi terapeutici è talmente lunga da suscitare addirittura diffidenza.

A tale riguardo si consiglia  la lettura della review “Cannabis sativa: la pianta dalle mille e una molecola” di Christelle M. Andre, Jean-Francois Hausman e Gea Guerriero (Front Plant Sci. 2016; 7: 19. Pubblicato online il 4 febbraio 2016) [https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/26870049/ CLICCA

È importante conoscere la storia di quella che è considerata con molta probabilità la pianta più antica nota all’uomo , per superare il pregiudizio che molte persone ancora manifestano al riguardo.

Solo nell’ultimo decennio, dopo la scoperta del Sistema Endocannabinoide (fondamentale sistema di regolazione degli equilibri del nostro organismo) la comunità scientifica si è avvicinata con maggiore interesse al dibattito ed alla ricerca. In questo modo la Scienza ha apportato il suo utile contributo al superamento delle barriere mentali ed al pregiudizio diffuso nei confronti di questa metodica terapeutica, sempre più presente nei protocolli di cura delle patologie croniche che affliggono attualmente  l’umanità e gli animali da compagnia.

Chi oggi si occupa di Cannabis o vuole avvicinarsi ad essa per necessità o semplice curiosità, può farlo senza perdersi nelle incongruenze e nei pregiudizi dello scontro ideologico tra proibizionisti e antiproibizionisti, accedendo con facilità ad una corposa letteratura a disposizione di tutti, presente nelle Libraries Scientifiche più accreditate. Ciò sta aiutando a superare anche le politiche che vorrebbero relegare la cannabis al ruolo di droga leggera, ignorando la sua lunga storia e il ruolo chiave che essa ha avuto nello sviluppo della civilizzazione umana.

È vero che molto spesso capita che la scienza ed il mercato non siano d’accordo, ma in questo caso si resta interdetti di fronte a queste contraddizioni, poiché il mercato è costituito dai pazienti che con la cannabis si curano e da cui ottengono quei risultati che, proprio per la loro incontestabile evidenza, hanno indotto la ricerca ad occuparsene. Non è giustificata neppure l’ironia di chi crede che l’antiproibizionismo sia una forma velata di richiesta di legalizzazione per uso ludico e/o ricreativo. Anche qui , comunque, ci sarebbe da aprire una parentesi, essendo la  società stessa, ansiogena e competitiva, a spingere verso la ricerca di terapie o auto-terapie anti-ansia. 

È difficile oggi accettare quei dati che contestano l’evidenza o che continuano ad agitare vecchi spauracchi, quando c’è invece una mole di studi da cui sembra emergere il contrario, e che dà ragione a coloro che pretendono di curarsi con la cannabis. 

I dati della ricerca oggi a nostra disposizione aiutano a capire perché i pazienti stessi siano antiproibizionisti, e che le battaglie mediatiche che ingaggiano sono per la difesa del loro diritto alla salute, sancito dall’articolo 32 della Costituzione italiana.